Un dura condanna del Vaticano e del suo modo di gestire lo scandalo pedofilia appare oggi sulle pagine della Sueddeutsche Zeitung. A firma del teologo svizzero Hans
Küng, noto per le sue critiche al pontificato di Giovanni Paolo II e anche di Benedetto XVI, uno dei teologi piu' 'progressisti' del panorama cristiano.
"Cinque anni di pontificato senza mai modificare queste pratiche funeste. La decenza esigerebbe che il principale responsabile della dissimulazione da decenni (di queste vicende), vale a dire Joseph Ratzinger, facesse un "mea culpa", scrive il teologo
nell'articolo, con un titolo chiarissimo: "La responsabilita' di Ratzinger".
"Nessun'altra persona nella Chiesa ha visto passare sulla sua scrivania tanti casi di abusi", continua Hans Küng, citando i 24 anni in cui il futuro papa Benedetto XVI ha guidato la Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio), durante i quali ha trattato tutti i casi di abusi sessuali in seno alla chiesa del mondo intero "nel piu' assoluto segreto".
Hans Kueng non risparmia neppure l'attitudine dell'episcopato tedesco e del suo presidente, l'arcivescovo Robert Zollitsch, dopo l'emersione, in tutta la sua gravita', dello scandalo negli istituti scolastici cattolici della Germania. "I Vescovi, invece
di chiedere perdono alle vittime, non dovrebbero riconoscere di essere dei complici? (...) La protezione dei loro sacerdoti sembra aver contato di piu', per i Vescovi, che la protezione dei bambini", scrive ancora il teologo.
Kueng rivolge un pressante invito affinche' all'interno della Chiesa si apra un dibattito sul celibato dei preti, citando numerose "dichiarazioni di psicoterapeuti e psicoanalisti che individuano una relazione evidentissima" tra celibato e pedofilia.
Professore emerito di teologia ecumenica all'Universita' di Tubinga, Hans Kueng, 81 anni, venne sollevato dall'incarico dal Vaticano nel 1979, in seguito a una disputa teologica sul dogma dell'infallibilita' papale.
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